La Nudità dell’Anima

#A teatro di sé stessi

di Armando Zoff (Jivan Sahi)

In un mondo fatto di maschere, che le persone indossano per aderire ad un codice decretato come rispettabile ed opportuno, arriva la penna dissacrante di Armando: uno squarcio, la potenza del gesto che strappa un velo.
Il libro ci accompagna verso un fondamentale atto di umiltà di fronte all’esistenza, in senso etimologico: scendere fino alla nuda terra, all’humus su cui facciamo germogliare le nostre credenze e in cui radichiamo le nostre vite. Umiltà diventa quindi consapevolezza delle radici da cui cresce il nostro albero, per non perdere il contatto con l’importanza di scegliere su quale terreno stare.
Il tempo non esiste in quanto tale; esso è l’unità di misura della mente, un sistema adottato dall’umanità per organizzare il mondo del fare e trovare rifugio in esso. In realtà esiste solo l’Adesso ed esistiamo solo Adesso. Tutto il resto, riducendo all’osso ogni possibile interpretazione del possibile, è una “sega mentale” che ci impedisce di vivere appieno l’unica cosa che davvero esiste: questo attimo di eternità da vivere liberi.
La quotidianità della stragrande maggioranza degli individui è matematicamente organizzata nel solo mondo del fare e delle cose, in modo da sfuggire al contatto con la propria interiorità e non correre il rischio di ritrovarsi nudi e silenti di fronti a sé stessi. La libertà è uno stato esistenziale, un “modus vivendi” in cui non c’è mai nessun preventivo permesso da dover chiedere a chicchessia prima di porre in essere la propria volontà, è uno stato della mente in cui si è capaci di scegliere come se si fosse soli al mondo senza alcun legame affettivo, e poi, da quella condizione di indipendenza assoluta, saper scendere di un gradino e pianificare la propria esigenza con coloro con cui si è scelto di condividere la propria intimità.

ISBN‎ 978-8832216110- 213 pagine

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Armando Zoff (Jivan Sahi)

Armando Zoff nasce a Cesenatico nel 1962.
A vent’anni fugge dal suo borgo natio e vive appassionanti esperienze attorno al mondo. I lunghi periodi vissuti a Parigi, in Thailandia e tanti altri luoghi sono il grande serbatoio a cui attinge nella sua attività di scrittore: anni in cui la sua vita si è fusa con una marea di individui e situazioni, formando un capitale esperienziale unico.
Appassionato di misticismo, spiritualità, psicologia del profondo, ha partecipato a decine di corsi di formazione e seminari in tali ambiti, e per sei intensissimi anni è stato allievo di una eccezionale insegnante di psico-spiritualità. Questo grande corpo di sapienze ricevute, fuso con gli incontri di migliaia di persone e le loro confessioni più profonde, lo hanno portato ad inglobare nella sua coscienza le infinite modalità di funzionamento della mente umana e i tanti modi con cui possiamo superare noi stessi e i nostri limiti.
Oggi Armando è uno scrittore che dona la sua anima e la sua carne al mondo. Le sue opere sono memoir esistenziali intrisi di erotismo, misticismo, spiritualità e psicologia del profondo, ma contengono anche riflessioni sociologiche e politiche, perché la trasformazione interiore e la ribellione nei confronti della società dei bisogni indotti, passano attraverso tante vie, di cui nessuna esclude l’altra. Opere autobiografie senza veli che scardinano il senso comune di percepire le cose e mirano alla meta più grande dell’essere umano: la libertà di essere sé stessi.
Ha fondato e conduce la casa editrice Alto Voltaggio. E’ un facilitatore esperto nella relazione d’aiuto e nei percorsi di consapevolezza, e svolge consulenze individuali e di gruppo, sia di persona che online.

Leggi un estratto del libro “La Nudità dell’Anima”

Dal capitolo: Da due a uno

Decisi di fare ritorno alla Basilica del Monte a Cesena e sedermi su una delle panchine di marmo poste davanti alla facciata principale. Non passò più di un minuto, quando improvvisamente, come sbucato dal nulla, mi si parò davanti un arzillo vecchietto vestito in frac e papillon, il quale mi chiese con fare simpatico e occhi sorridenti: «Salve, ma lei chi è? Non l’ho mai vista qui…».
Sorrisi silenziosamente, e con fare scherzoso gli dissi: «Salve, e lei perché mi fa questa domanda?».
E lui, con un sorriso sempre più generoso: «Sono qui spesso, l’ho vista, e mi è venuta la curiosità di sapere chi è lei».
«Ciao…mi chiamo Armando, possiamo darci del tu se vuoi. Non vengo spessissimo qui perché abito a Cesenatico, però amo molto questo luogo, mi dà pace».
Di colpo il misterioso personaggio mi disse: «Ora ti reciterò Shakespeare», e iniziò a declamare come un perfetto professionista versi metafisici tratti dalle sue opere. Andò avanti per circa cinque minuti, con me davanti come unico spettatore in assoluto silenzio e ammirazione. Poi, finito il monologo cominciò a parlarmi di Dio, di spiritualità, ma non saprei dettagliare con precisione, finché mi chiese: «Cosa fai nella vita?».
«Ho un lavoro nella pubblica amministrazione e sono anche scrittore. Scrivo libri psicospirituali, opere che sono a metà strada fra il diario e il saggio», e nel dirgli questo gli porsi il mio biglietto da visita, invitandolo a tenerlo. La osservò e chiese: «Jivan Sahi che significa? Non sei italiano?».
«Sì lo sono, è un nome d’arte di origine sanscrita, dovuto ad un rituale di iniziazione con un maestro indiano».
«Sei induista?».
«Oh no, sono Armando e basta. Non appartengo ad alcuna religione…Dio si presenta in un’infinità di forme, profeti, tradizioni, ma Dio è uno».
«Oh sì, certamente… conosci il regista Ingmar Bergman?»
«Sì, lo amo molto, ho anche inserito una sua frase nelle epigrafi di un mio libro».
«Ora ti reciterò l’inizio del film “Il settimo sigillo”: è un’opera bellissima, in cui il protagonista è inseguito dalla morte, e ci gioca pure una partita a scacchi».
Il prodigioso personaggio cominciò così a declamare, e per almeno cinque minuti continuò, senza curarsi affatto dei passanti. Lui non sembrava davvero di questo mondo e magari è proprio così…

Dal capitolo: Lettera di risoluzione verso il sesso

Il sesso è Sacro, il sesso è meraviglioso.
Il sesso è uno strumento di conoscenza di me stesso e del partner, attraverso il sesso posso dare piacere a me stesso e procurare piacere all’altro.
Il sesso è un contatto sacro che apre verso orizzonti illimitati e sconosciuti. Non posso conoscere anticipatamente cosa accadrà fra me e il partner sconosciuto con cui mi accingo a fare l’amore. E questo è bello, è misterioso, è magico. Quando faccio l’amore vedo in modo più autentico me stesso e l’altro, perché il sesso permette il disvelarsi degli aspetti repressi della personalità.
Il sesso è sacro perché il contatto con l’altro è un ponte verso Dio. Quando io godo, Dio stesso gode.
Il sesso è nutrimento. Il sesso mi fa vibrare e sentire il meraviglioso flusso della vita che scorre dentro e fuori di me.
Il sesso è apprezzamento, il sesso è intimità. Amo anche il mio lato animalesco di vivere il sesso, perché può essere il preludio a infinite espansioni dell’affettività e dell’Essere. Nel sesso e nel mio modo di fare sesso non c’è nulla di scontato, perché è un fare di pura creatività.
Quando faccio sesso mi sento amato.

Dal capitolo: Solitudine

Non ho mai vissuto un rapporto sentimentale in cui l’altro diventa il centro del mio mondo, e ancor meno una relazione in cui il partner si sostituisca al mondo e diventi l’unico asse portante su cui intessere l’intero arazzo della mia vita quotidiana. Ho soltanto vissuto una miriade di brevi e intensissime storie d’amore. Il centro della mia vita sono sempre stato io, io con le mie beatifiche incursioni quotidiane nei luoghi verdi e silenziosi del pianeta terra, in angoli di città ove bellezza e cultura impregnano l’aria di sacro e profondo, io e i miei carissimi amici nei preziosi momenti di intimità.  Credo che la vita sulla terra sia poco adatta o comunque ardua per chi è single, quali che siano ragioni e propensioni specifiche che sono all’origine di tale condizione. Credo che la maggioranza delle persone accoppiate consideri “sfigato” l’individuo che non ha un rapporto sentimentale. Magari non lo manifesterebbe all’interessato, ma credo sia questo il sentire comune. A tal proposito, ricordo un toccante dialogo con un perfetto sconosciuto che mi attaccò bottone in un parco di Roma; quando gli dissi che sono single da sempre lui sgranò gli occhi e con tono sinceramente dispiaciuto mi disse: «Oh…poverino! Ma come mai? Com’è possibile che un bell’uomo come te sia senza un partner?». Trovo le sue parole assai rappresentative di ciò che pensa la gente al riguardo, e molti single anche a causa di ciò si sentono dei falliti e soffrono di depressione. Non è certo il mio caso, anzi io credo che, pur con le sofferenze annesse, la mia totale autoreferenzialità sia stata un perfetto propulsore alla mia evoluzione e allo sviluppo dei miei talenti. Adesso vorrei che l’esistenza mi aiutasse a voltare pagina, permettendomi di vivere ciò che finora non mi è stato concesso o possibile, a seconda che si creda nel destino o meno.

Dal capitolo: La protezione del Cielo

Stavo tornando da Ravenna e improvvisamente capii di aver forato. Mi accostai al bordo della strada e sconsolato mi chiesi se sarei stato in grado di cambiare la ruota mentre prendevo fra le mani il cric. Mi era già successo altre due volte, da quando presi la patente nel 1981, ma in entrambe le occasioni il mio cervello non riuscì a registrare il “come si fa” mostratomi generosamente da coloro che si fermarono per aiutarmi. Immediatamente un’auto accostò e ne uscì un bel manzo muscoloso in canotta da spiaggia che mi chiese se avessi bisogno d’aiuto. Davvero un Angelo mandatomi dal cielo, un angelo che indubbiamente aveva anche le sue mire, infatti dopo due ore eravamo a casa mia intenti a sbrigare faccende erotiche assai coinvolgenti. Finimmo col diventare amanti e ci vedemmo qualche altra volta; il tipo era un tantino svitato ma assai divertente. Era un cristiano evangelista e spesso si metteva a cantare improvvisamente gospel ad alta voce, dovunque si trovasse! Ai miei amici gay stava simpatico e forse un tantino mi invidiavano, mentre le amiche si sentivano un tantino scocciate dalle sue avances sfacciate.
Improvvisamente sparì dal mio orizzonte, ma io non lo cercai perché la carica erotica che provavo nei suoi confronti si era esaurita e di averlo come amico sinceramente non mi importava più di tanto. Mi chiamò due anni dopo per dirmi che si era già sposato e che sua moglie aspettava un bambino.

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