L’indicibile di me stesso

Memorie in corso d’opera del Signor Nessuno

di Armando Zoff (Jivan Sahi)

Un libro insolito, per certi versi inaudito, scritto da un uomo sorgivo e insonne, dedito alla ricerca evolutiva di sé stesso. Un libro che è uno specchio incendiario, con una visione nitida, inorganica, corrosiva, una lettura alcalina sulla “cosa acida” di vivere. Un libro che scardina le litanie dei luoghi comuni per seminare nei lettori aspri e nutrienti dubbi propri di una diversità intelligente.
Armando Zoff, nel libro il Signor Nessuno, capovolgendo se stesso, si rivela un pozzo senza fondo: umano, disperatamente umano.
Il protagonista si cerca dal primo al settimo chakra: dalle pulsioni sessuali ai principi spirituali. Se c’è un chakra psicologicamente ferito, dolente e a volte eluso è il quarto, il luogo dei sentimenti.
Il libro contiene uno scandalo, che non è l’omosessualità, che è funzione umana, ma la Ricerca di Sé Stesso: e lo scandalo viene offerto in queste pagine al lettore su un piatto d’oro con amore e gratuità. In una civiltà che precipita verso lo Zero, l’unica cosa che ha senso è tendere verso l’Uno.
Nella società contemporanea l’autore riconosce principalmente due tipologie di individui: coloro che più di ogni altra cosa vogliono evolvere e hanno imperniato la propria esistenza sul “Conosci te stesso”, e quelli che invece navigano a vista e non credono che ogni vita abbia uno scopo intrinseco da scoprire e sviluppare strada facendo. Per i primi l’esistenza sarà una ruota panoramica dentro gli abissi e le vette interiori, in un crescendo di libertà dai mille sapori, mentre i secondi saranno agiti da quelle piste neurali già installate nel cervello sin dalla nascita, e continueranno a chiedersi «Perché proprio a me?». Questo libro è un dono per coloro che sono nel bel mezzo di queste modalità esistenziali, in cammino dall’incoscienza all’Illuminazione.

ISBN‎ 978-8832216011 – 272 pagine

Edizione cartacea


€ 19,00 – sc. 5%

€ 18,05

Spedizione Gratuita

Edizione ebook


€ 9,90


Armando Zoff (Jivan Sahi)

Armando Zoff nasce a Cesenatico nel 1962.
A vent’anni fugge dal suo borgo natio e vive appassionanti esperienze attorno al mondo. I lunghi periodi vissuti a Parigi, in Thailandia e tanti altri luoghi sono il grande serbatoio a cui attinge nella sua attività di scrittore: anni in cui la sua vita si è fusa con una marea di individui e situazioni, formando un capitale esperienziale unico.
Appassionato di misticismo, spiritualità, psicologia del profondo, ha partecipato a decine di corsi di formazione e seminari in tali ambiti, e per sei intensissimi anni è stato allievo di una eccezionale insegnante di psico-spiritualità. Questo grande corpo di sapienze ricevute, fuso con gli incontri di migliaia di persone e le loro confessioni più profonde, lo hanno portato ad inglobare nella sua coscienza le infinite modalità di funzionamento della mente umana e i tanti modi con cui possiamo superare noi stessi e i nostri limiti.
Oggi Armando è uno scrittore che dona la sua anima e la sua carne al mondo. Le sue opere sono memoir esistenziali intrisi di erotismo, misticismo, spiritualità e psicologia del profondo, ma contengono anche riflessioni sociologiche e politiche, perché la trasformazione interiore e la ribellione nei confronti della società dei bisogni indotti, passano attraverso tante vie, di cui nessuna esclude l’altra. Opere autobiografie senza veli che scardinano il senso comune di percepire le cose e mirano alla meta più grande dell’essere umano: la libertà di essere sé stessi.
Ha fondato e conduce la casa editrice Alto Voltaggio. E’ un facilitatore esperto nella relazione d’aiuto e nei percorsi di consapevolezza, e svolge consulenze individuali e di gruppo, sia di persona che online.

Leggi un estratto del libro “L’indicibile di me stesso”

Dal capitolo: LA LEGGE DI ATTRAZIONE

Penso che la vita sia molto più misteriosa di come viene dipinta nei libri di Esther Hicks, colei che vent’anni fa iniziò a canalizzare un gruppo di coscienze collettive che si fanno chiamare “Abraham”, le quali ci mandano i loro messaggi con l’intento di espandere la nostra coscienza. Trovo stupende tali opere e sento l’altissima vibrazione degli insegnamenti offerti, ma la legge dell’attrazione da sola, per me non è sufficiente a spiegare la sconfinata enigmaticità degli esseri umani e ciò che accade loro, perché esiste l’inconscio, e se dentro di esso albergano credenze in totale contrasto con ciò che l’io desidera, certi esercizi non funzioneranno se non c’è a monte la consapevolezza delle proprie convinzioni limitanti.
Nel passato ho testato alcune tecniche canalizzate da Esther e talune mi funzionarono perfettamente, perché non c’era un divario fra la volontà dell’io razionale e quella dell’inconscio. Comunque sia, al di là di ogni possibile speculazione io voglio che la modifica del mio segnale elettromagnetico accada spontaneamente giorno dopo giorno in modo del tutto naturale, come conseguenza dell’espansione della mia consapevolezza e la trasformazione delle credenze sabotanti. Pur continuando a credere all’idea basica della “Legge dell’attrazione”, e cioè che «simile attrae simile o complementare», non penso affatto che soltanto essa determini il corso degli accadimenti, in quanto tale norma sicuramente interagisce con altre leggi cosmiche.
Per più di un decennio sono stato tormentato dalla paura di beccarmi l’“aids”, nonostante abbia sempre usato il profilattico nel fare sesso; grazie alle precauzioni, adottate in conseguenza del timore di potermi infettare, e quindi grazie anche a tale paura, sono tutt’ora “hiv negativo”, ma se fosse assolutisticamente vero che là dove metti la tua attenzione quella cosa cresce e tornerà a te sotto forma di vita manifesta, come sentenziano i libri sulla legge dell’attrazione in un modo che può incutere apprensione, quel virus me lo sarei preso comunque, magari pestando una siringa gettata via da un tossicodipendente oppure da un dentista, un barbiere o altro.
Ho sviluppato una crescente resistenza per buona parte di quei libri che sono usciti sull’onda del successo mondiale di The secret, opera che comunque ha avuto una funzione di risveglio per la massa; in essi vedo dominare una visione granitica dell’esistenza, come se l’indicibile mistero racchiuso nel cosmo e nelle nostre vite potesse essere spiegato da concetti monolitici che non lasciano spazio al dubbio. Inoltre il linguaggio assolutistico usato da questi scrittori può spingere un profano a sentirsi un cretino se non crede a tali precetti.
Negli anni ho interagito con insegnanti di varie discipline, e ho notato che, proprio come me, tante persone spendono una parte importante della loro vita leggendo tantissimo e passando da un workshop all’altro, vivendo quindi con il chiaro intento di espandere la propria coscienza. Recentemente ho letto il libro di un’importante autrice che anch’io stimo molto, nel quale afferma che molti ricercatori finiscono col divenire talmente dipendenti da questo processo di ricerca, al punto che non saprebbero neppure cosa fare se trovassero ciò che stanno cercando, perché si sono costruiti un’identità basata sulla ricerca della verità.
Lorenzo Ostuni chiama “labirintite” la conseguenza confusionale che colpisce e affigge la persona sovraccaricata da eccessi di informazioni arrivate dall’esterno.
Personalmente ho tratto sollievo e rinnovato slancio vitale nei confronti del “Sentiero” pervenendo a un cambio di prospettiva riguardo il lavoro su di sé: ho abbandonato la limitante idea di dovermi migliorare, perché tale visione parte da una premessa di incompletezza degli esseri umani. Ora percepisco il percorso come una continua scoperta di sé, un processo di progressivo svelamento della nostra “Divinità interiore”.
Ho l’impressione che molti ricercatori non si lascino coinvolgere totalmente da ciò per cui hanno pagato, sperimentando con disciplina e senza mescolare gli insegnamenti ricevuti con altre tecniche apprese nel passato. Diventa difficile capire l’effetto di una meditazione se in contemporanea la associamo ad altre pratiche, che magari appartengono a differenti modelli di realtà ed hanno fini completamente diversi!
Gli auspicati cambiamenti non possono avvenire finché le conoscenze acquisite restano soltanto intellettuali, perché la vera saggezza è informazione tramutata in esperienza. La forza sabotatrice dell’ego è sempre in azione, ed essa teme più di ogni altra cosa il viaggio dell’io verso l’“Essenza”, processo che le fa perdere man mano quel suo potere ipnotico che ci fa vivere nella separazione, nell’ostilità e nel confitto. Ogni volta che sono tentato d’abbandonare un sistema che sto sperimentando ai fini della mia evoluzione, cerco di ascoltarmi attentamente per capire chi sta dando energia a quella voce che giudica inadatto a me il nuovo approdo, perché a volte si tratta solo di fottuta paura.
Quando mi vengono richiesti consigli o qualcuno mi chiede di spiegargli e trasmettergli una tecnica di meditazione, valuto sempre tempo, luogo e circostanza, ovvero la storia del singolo individuo nello specifico incrocio di spazio-tempo; non mi prenderei mai la responsabilità di consigliare a un alcolista o a qualcuno con disturbi psichici conclamati di fare una meditazione dinamica di Osho, ad esempio, perché in persone troppo sovraccariche di tossine l’impatto potrebbe essere eccessivo. Nel buddismo di Nichiren Daishonin viene insegnato che prima di iniziare una qualsivoglia tecnica di pulizia, gli esseri umani sono come un bicchiere colmo di acqua trasparente con la sabbia sul fondo ma, praticando, l’immondizia viene a galla. Ecco perché sono necessarie saggezza e cautela. Cominciare può essere facile ma proseguire è difficile; per molte persone è difficile sradicare l’attaccamento alla propria sofferenza, essendo un aspetto alquanto scomodo da accettare e assai arduo da stanare. Quel dolore divenuto ormai così familiare, diventa per assurdo una zona di comfort perché lo conosciamo, mentre l’avventurarsi nei sentieri impervi della crescita personale, ci causa paure e notevoli resistenze, perché l’ego è sempre pronto a ricordarci che sappiamo quel che lasciamo ma non conosciamo quel che troveremo!

Dal capitolo: L’IPNOSI PROGRAMMATA

Cerco di incarnare la pace ma questo non mi impedisce d’osservare in me ogni tipo di pensiero e sentimento, dai più elevati ai più ignobili: dentro ogni essere umano coabitano angeli e demoni, santi e peccatori, e tale convivenza è perlopiù conflittuale. Ovviamente sono diversissime le proporzioni nelle quali tali “personaggi in cerca d’autore” si manifestano nel singolo individuo, perché la persona saggia ha smesso da tempo di farsi la guerra, conosce e accetta la sua parte oscura e si assume interamente la responsabilità di ciò che le accade e di come lo vive. Un vero sapiente non attribuirà mai colpe al mondo esterno, perché avanza nella vita in accordo alla legge di causa ed effetto e sa che la semina è facoltativa ma il raccolto è obbligatorio. Colui che ha sviluppato una consapevolezza superiore, ha padronanza di se stesso e non resta agganciato a pensieri ed emozioni poco nobili. Questa attitudine nefasta purtroppo predomina in quella parte di umanità che è prigioniera e vittima delle convenzioni, miliardi di individui che si avvelenano nottetempo col flusso incessante delle proprie idee ostili verso se stessi e gli altri.
Per noi cittadini del mondo occidentale è molto più facile accettare il negativo che è dentro di noi, perché le religioni che colonizzarono la nostra psiche hanno insistito per millenni sulla nostra imperfezione congenita o peccato originale che dir si voglia. Al contempo abbiamo forti resistenze a vedere e accettare la nostra bellezza, perché gli insegnamenti ricevuti non l’hanno mai celebrata.
In questo preciso incrocio di spazio e tempo, una grande fetta della specie umana vede il pianeta nelle mani di forze oscure, e pure io faccio molto in fretta a infilarmi in questo vicolo cieco e dimenticarmi che posso osservare il mondo anche con occhi diversi. Madre terra non è retta soltanto dall’ingiustizia e dalla paura come potrebbe sembrare, perché se scelgo dove guardare posso vedere anche tanto amore, cooperazione e senso del Sacro. Ho fatto grandi passi nel cammino del risveglio, ma non ho ancora rotto l’alleanza con quella parte di umanità che vede solo un mondo da incubo, quindi oscillo fra due atteggiamenti apparentemente inconciliabili. Poiché non mi obbligo a sceglierne uno, li contengo pacificamente entrambi, conscio che l’attuale condizione umana è lo specchio fedele dell’ambiguità fondamentale dell’Universo, in cui luce e ombra si rincorrono in un gioco senza fine. Entrambi i poli sono presenti e sempre lo saranno, ma forse un giorno vedrò solo la Luce.

Sembra che una moltitudine di gente ami il dramma e ci sguazzi dentro, provando un piacere inconscio e perverso nel comunicare le proprie sventure e nell’esagerarle, amando soffermarsi su quelle altrui e sviluppando un’attitudine malsana a parlare soltanto delle cose negative della vita e del mondo, lamentandosi incessantemente. Esse hanno perduto la capacità di focalizzarsi sugli aspetti meravigliosi della vita, perché di fatto non sanno vederli, e continuando a verbalizzare l’indesiderabile contribuiscono ad attrarlo a sé.

La “compassione in azione” mi permette di sentire che anche i persuasori occulti agiscono dal livello di coscienza che è loro possibile, facendo il meglio che possono esattamente come tutti gli altri. Essi vedono la perfezione nel loro agire, proprio come un essere caritatevole vede la giustizia divina nel suo modo di vivere. Certo non è facile sostenere i concetti di bellezza e rettitudine in cui credono altri individui, quando per noi incarnano la pura malvagità. Ma il giudizio è sempre arbitrario, perché per poterci permettere di esercitarlo con una parvenza di legittimità, dovremmo essere a conoscenza di un numero infinito di dettagli che hanno condotto una persona a compiere una certa azione, non solo tutta la sua storia personale ma anche i bisogni della sua anima e di quella di coloro che le gravitano attorno, cosa ovviamente impossibile. Se consideriamo che siamo parte di un tutto più ampio, è inevitabile pensare che un’azione abbia influenza su tutto ciò che ci circonda. Sarebbe dunque improprio giudicare un fatto senza tenere conto del disegno globale all’interno del quale esso si svolge. Se fossi nato in Cina avrei le fattezze di un cinese, e se avessi ricevuto un’educazione identica a quella di Hitler, forse gli assomiglierei e non sarei un’anima ispirata dai principi della non violenza.
Talvolta subentra in me un dubbio, e mi ritrovo a pensare che questa prospettiva mentale da cui osservare l’esistenza mi porti su un piano troppo astratto che contribuirà a lasciare le cose così come stanno, al non attivarmi concretamente per un mondo migliore. La mia parte più saggia sa che non è così, e che il mondo è perfetto anche se ai nostri occhi fa schifo, tuttavia ogni tanto ci ricasco! La Terra è una scuola di evoluzione con tante classi di apprendimento, dalle elementari all’università. Ogni individuo ne frequenta una, ed essa rappresenta un livello di coscienza in cui tutti siamo passati o passeremo. Per spiegare in modo semplificato questo concetto trovo utile il Buddismo di Nichiren Daishonin e la sua teoria dei “dieci mondi”. Secondo tale religione essi esistono in ogni essere senziente e insenziente; il più basso è quello di Inferno e proseguendo verso l’alto troveremo i mondi di Avidità e Animalità. Questi sono definiti i “tre cattivi sentieri”, ed è proprio qui che alberga la maggioranza dell’umanità contemporanea. Quindi di che stupirsi se il pianeta sembra un’arena da combattimento? Proseguendo troviamo il mondo di Collera, poi Umanità, Cielo, Apprendimento, Illuminazione parziale, Bodhisattva, e infine lo stato di coscienza a cui ogni ricercatore spirituale aspira, quello di Buddità. Ognuno di questi mondi contiene anche gli altri nove per il principio della mutua compenetrazione dei dieci mondi, di cui parlerò più avanti, e ogni individuo è principalmente sintonizzato su uno di essi, ovvero la classe che sta frequentando. Ma in virtù di scelte deliberate che conducono all’evoluzione personale, ci stabilizziamo su mondi via via superiori.
Per una persona spirituale come l’intendo io, l’azione è sempre l’ultimo passo di un viaggio che parte dalla centratura sulla dimensione dell’Essere. Agendo da uno stato di non amore potremo soltanto seminare odio. Come potrà dipanarsi la nostra giornata se la inauguriamo guardando un Tg infarcito di violenza mentre beviamo un cappuccino? Diventa sempre più necessario riflettere sul contenuto di ciò che immettiamo dentro di noi, in tutti i sensi, e capire se la posizione che intendiamo assumere interagendo col mondo, contribuirà a creare un pianeta migliore e la nostra agognata felicità.
Credo che l’attuale scenario ci condurrà a qualcosa di sconosciuto, un nuovo risorgimento in cui il passato verrà azzerato e saranno l’anima e il cuore a guidare l’uomo. Nonostante il marasma che sembra circondarci, non c’è mai stata tanta sete di verità e i concetti formulati in questo libro e nei testi di leader di fama mondiale, soltanto mezzo secolo fa sarebbero stati considerati parole in libertà di squilibrati prossimi al manicomio.


Edizione cartacea


€ 19,00 – sc. 5%

€ 18,05

Spedizione Gratuita

Segui Alto Voltaggio – Libri che danno la scossa sui social

ALTO VOLTAGGIO EDIZIONI
© Associazione Alto Voltaggio – C.F. e P.I. 04417220409
Viale Mincio 4, 47042 Cesenatico FC
TEL +39 3281944558 – MAIL info@altovoltaggio.org
Privacy – Cookie – Termini di vendita