Sedurre l’Esistenza

di Armando Zoff (Jivan Sahi)

Da cosa nasce il cambiamento? Innanzitutto dalla volontà di spostarsi rispetto a dove si è.
Il nostro mondo emozionale è un costante termometro, la cartina tornasole che attesta il nostro grado di salute e felicità al di là dei giochi scaltri della mente. Una volta decisi a voler uscire dalle sabbie mobili, l’impulso trasformativo andrà alla ricerca di idee e visioni da accogliere e praticare. Per allargare i propri orizzonti però bisogna inevitabilmente indossare abiti mai messi!
Armando Zoff in questo libro ci ispira per imparare a gioire ogni volta che le nostre convinzioni verranno messe a dura prova, senza paure o remore: in fondo non abbiamo nulla da perdere nel tentare nuove strade, dato che quelle già percorse sappiamo già bene dove possono condurci.
Sedurre l’Esistenza vuol dire giocarci, sperimentando tecniche e strategie che Armando, pagina dopo pagina, racconta e rende accessibili a chiunque, con un solo avvertimento: non potremo mai sapere se qualcosa funziona e ci fa stare bene, se prima non tentiamo di personificarla.
Questo libro rappresenta una sfida per chi lo legge: solleticare il lettore e condurlo ad abitare l’inosabile, quell’altrove che tanto affascina e intimorisce gli esseri umani. L’evoluzione personale è un processo, un divenire che prende corpo da una fascinazione per il mistero che condurrà ad esplorare l’ignoto. Continuando a desiderare e contemplare ciò che già esiste nella nostra quotidianità, non potremo che generare la stessa gamma di manifestazioni. È una chimera credere che il sogno che portiamo in grembo possa realizzarsi percorrendo quelle stesse strade che non ci hanno condotto ad alcun avanzamento.
La Vita ha uno scopo intrinseco da scoprire e sviluppare strada facendo, e il viaggio nel sedurre la propria esistenza sarà una ruota panoramica dentro gli abissi e le vette interiori, in un crescendo di libertà dai mille sapori. Decidendo di intraprendere questo viaggio accade il miracolo, e produrrà immediatamente trasformazioni in colui che ha deciso di ricominciare daccapo ed essere davvero parte in causa nel forgiare il proprio destino.

ISBN‎ 978-8832216028 – 292 pagine

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Armando Zoff (Jivan Sahi)

Armando Zoff nasce a Cesenatico nel 1962.
A vent’anni fugge dal suo borgo natio e vive appassionanti esperienze attorno al mondo. I lunghi periodi vissuti a Parigi, in Thailandia e tanti altri luoghi sono il grande serbatoio a cui attinge nella sua attività di scrittore: anni in cui la sua vita si è fusa con una marea di individui e situazioni, formando un capitale esperienziale unico.
Appassionato di misticismo, spiritualità, psicologia del profondo, ha partecipato a decine di corsi di formazione e seminari in tali ambiti, e per sei intensissimi anni è stato allievo di una eccezionale insegnante di psico-spiritualità. Questo grande corpo di sapienze ricevute, fuso con gli incontri di migliaia di persone e le loro confessioni più profonde, lo hanno portato ad inglobare nella sua coscienza le infinite modalità di funzionamento della mente umana e i tanti modi con cui possiamo superare noi stessi e i nostri limiti.
Oggi Armando è uno scrittore che dona la sua anima e la sua carne al mondo. Le sue opere sono memoir esistenziali intrisi di erotismo, misticismo, spiritualità e psicologia del profondo, ma contengono anche riflessioni sociologiche e politiche, perché la trasformazione interiore e la ribellione nei confronti della società dei bisogni indotti, passano attraverso tante vie, di cui nessuna esclude l’altra. Opere autobiografie senza veli che scardinano il senso comune di percepire le cose e mirano alla meta più grande dell’essere umano: la libertà di essere sé stessi.
Ha fondato e conduce la casa editrice Alto Voltaggio. E’ un facilitatore esperto nella relazione d’aiuto e nei percorsi di consapevolezza, e svolge consulenze individuali e di gruppo, sia di persona che online.

Leggi un estratto del libro “Sedurre l’Esistenza”

Dal capitolo: Chi vuole controllare l’esistenza è destinato a soffrire

La vita non può essere controllata e comandata come fosse un’automobile! Possiamo però imparare a concentrarci su ciò che desideriamo attirare e, restando distaccati dall’attaccamento al risultato, al contempo fluire con quel che c’è, ovvero ciò che abbiamo co-creato interagendo con l’esistenza stessa. Navigando controcorrente disperderemo energia e ci esporremo a un’amara raccolta, perché ciò a cui opponiamo resistenza tenderà a crescere e a manifestarsi con sempre maggiore persistenza nella nostra realtà. Dopo tanti anni di percorso ho compreso che la cosa più importante è l’accettazione di tutto ciò che c’è, anche se è doloroso, dopo di ché sarebbe auspicabile entrare nell’ignoto e intraprendere azioni concrete volte alla nostra evoluzione.
In questo libro alcuni concetti sono presentati in una forma che potrebbe sembrare categorica, quindi è necessaria una spiegazione: si tratta di una scelta, una sorta di confezionamento che carica le parole di energia e potere. Ti invito a non dimenticare un importante dettaglio sotteso a tutto ciò che leggerai: dietro ogni prospettiva c’è sempre il fattore X, l’imponderabile, il mistero supremo che permea ogni cosa e la rende non riconducibile a concetti assolutistici che vorrebbero ridurre l’esistenza a una formula matematica. Al contempo ogni visione che io suggerisco contiene un assunto di base, che è il motivo conduttore di questo testo: se comincerai a pensare, dire e fare con costanza ciò che ti viene descritto, la tua vita tenderà ad assumere le connotazioni che auspichi. Ribadisco che la parola chiave sottesa a tutte le teorie esposte è il verbo “tendere”.
Nelle pagine seguenti troverai una spiegazione sulla ragione per cui non riusciamo a realizzare i nostri desideri, ma non si tratta dell’unica interpretazione possibile, perché ogni risultato è sempre determinato da una miriade di fattori che si intersecano. In questo libro sono quindi esposte tante prospettive da cui poter osservare una singola tematica, in modo che il lettore scelga quella che gli risuona di più e tenendo al contempo presente anche le altre ipotesi.
Tante persone che hanno seguito seminari e scuole di formazione per lo sviluppo del potenziale umano, nella realtà quotidiana non hanno la benché minima capacità di applicare il pensiero magico, cosa facilmente verificabile osservando il linguaggio che usano per comunicare, quasi identico a quello utilizzato dai cosiddetti materialisti, i quali però non hanno speso tempo denaro ed energia nella lettura di libri impegnativi e in workshop di crescita personale. Questi individui si credono mistici e visionari ma in realtà sono dei perfetti razionalisti, ancora impantanati nella prigione della logica. Non sono certo qui a negare l’importanza della razionalità, ci mancherebbe, ma essa va anche abbandonata se davvero ci si vuole aprire all’impossibile! Altrimenti perché leggere Deepak Chopra o Vadim Zeland, se poi ce ne restiamo abbarbicati alle modalità che imperano nel mondo odierno? Sappiamo bene dove ci ha condotti la nostra mente razionale, in un mondo super tecnologico dove non regna solo l’amore ma anche tanti orrori e sopraffazioni, per non parlare poi della sofferenza psichica, la quale può farci sentire inutili, demotivati e con l’angosciosa sensazione di star sprecando la vita.
Quindi cosa ci sarebbe da perdere nel lasciarsi tentare dall’applicazione metodica di alcune tecniche e modalità di pensiero che sfidano la ragione e il cosiddetto senso comune? Al massimo rimarrai ciò che sei! Possiamo leggere maree di libri sulla legge dell’attrazione, ma se poi ci arrendiamo senza speranza a ciò che si para davanti ai nostri occhi, se cediamo il passo al pessimismo, ai difetti del nostro dirigente, alla crisi economica, senza mettere mai attenzione a ciò che è ancora invisibile e che vorremmo attirare, alla fine probabilmente saremo accontentati, perché stiamo dando energia all’indesiderato, la nostra emissione mentale è focalizzata sulla mancanza, sulla lamentela, ed essa ci porterà sulle linee di vita corrispondenti. Se usciamo di casa in preda alla furia, con molta probabilità incontreremo persone arrabbiate che ci tratteranno male, ma se camminiamo elargendo sorrisi e con la pace nel cuore, incroceremo persone che faranno altrettanto con noi.

Dal capitolo: Fretta addio!

Quando siamo tenuti a fornire una risposta alle richieste del mondo, essa non dovrebbe mai essere il frutto dell’istintività, e se qualcuno spinge per farci fretta, ovvero sta tentando di manipolarci, gentilmente replicheremo che amiamo riflettere e prenderci tutto il tempo che ci è necessario prima di decidere. Se vogliamo stanare il senso di colpa, che spesso ci fa sentire sbagliati o cattivi alla sola idea di non esaudire le richieste degli altri, dobbiamo imparare a sorvegliare la tendenza istintuale che esso ci instilla, la quale ci fa replicare macchinalmente senza esserci ricavati un tempo adeguato di riflessione, ovvero quella pausa fondamentale in cui può nascere la decisione consapevole; questo vale anche per coloro che sanno solo rispondere no, se vogliono diventare meno egoisti, nonché per quella tipologia di persone che accettano ogni richiesta o proposta pur di darsi alla fuga e non stare sole con se stesse. Se vogliamo posizionarci sempre più nel nostro potere personale, dobbiamo diventare riflessivi e nemici della fretta, inoltre non dobbiamo farci carico di come un altro interpreterà il nostro Sì a noi stessi. La classica frase del marito che, tutto stizzito accusa la moglie di essere cambiata, deriva dal suo prendere atto che non gli è più possibile controllarla o comandarla come faceva prima, perché lei ha infine imparato a prendersi degli spazi di tempo da dedicare a se stessa, ora vuole evolversi e non intende più fare le cose per obbligo o sotto la spinta del senso di colpa! Se impariamo a dire Sì a noi stessi e a prendere decisioni che hanno come fine la nostra evoluzione personale, inevitabilmente arriveranno al capolinea tutte le relazioni caratterizzate dalla sublimazione del proprio senso di vuoto attraverso la manipolazione dell’altro.

Dal capitolo: I miei dieci comandamenti

Noi umani siamo portatori di una tendenza neurologica alla disobbedienza…I Dieci Comandamenti, nonostante il nobile intento sembrano aver fallito, se pensiamo che la terra è un focolaio di guerra, fame e sopraffazioni, forse perché tali precetti sono posti come un divieto, appunto, più che un invito a tenere un certo comportamento.
Quale sarebbe il mio decalogo se dovessi scegliere fra le tante prospettive che contribuiscono ad incrementare la pace, la consapevolezza e l’amore nella nostra vita e nel mondo?

1-Fatti gli affari tuoi, ovvero parla soltanto delle persone presenti e, se nomini gli assenti, fallo per esprimere apprezzamenti o comunque valutazioni in cui sia assente il giudizio.

2-Cerca la bellezza in ogni essere che incontri.

3-Chiediti sempre se c’è una motivazione nascosta che ti spinge a fare o a non fare una certa cosa. Se vuoi liberarti dal senso di colpa, presta atti di servizio e compassione solo se ti sgorgano dal cuore.

4-Dedica ogni giorno una parte del tuo tempo al Silenzio, alla Meditazione, alla Preghiera, al Contatto con la Natura, e in quegli spazi, sviluppa la Gratitudine.

5-Impara ogni giorno qualcosa di nuovo e decidi che niente è più importante della tua pace e della tua evoluzione.

6-Sei tu la persona più importante della tua vita.

7-Segui la tua beatitudine, ovvero fa ciò che ti fa stare bene senza invadere il campo altrui. Cosa penseranno gli altri delle tue scelte non ti riguarda.

8-Vedi il mondo in te stesso.

9-Rispetta la vita in tutte le sue forme.

10-Prima di agire pensa sempre alle conseguenze che il tuo gesto e le tue parole avranno sul mondo.


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