Tutto inizia Adesso

500 Intenzioni ad Alto Voltaggio

di Armando Zoff (Jivan Sahi)

Le persone non vogliono vedere la verità, quindi si riempiono di ogni sorta di impegni pur di non guardare dentro sé stesse e riconoscere l’abisso delle proprie schiavitù. Quando ti fermi, tutto ciò che non vuoi vedere di te affiora, ecco perché l’umanità contemporanea vive in un’inconsapevole e accuratamente organizzata fuga da sé stessa. Ma le nostre paure, i nostri demoni, finché non ci entriamo dentro a guardarli non potremo mai trasformarli in angeli!
Tutto ciò che esiste fuori, prima era soltanto un’idea! Una volta decisi a voler uscire dalle sabbie mobili, l’impulso trasformativo andrà alla ricerca di idee e visioni da accogliere e praticare. Un’idea è un’immagine del mondo che passo dopo passo tenderà a diventare il nostro mondo, un’idea è una decisione sullo stato delle cose che si incanala a diventare la nostra realtà.
Il tuo viaggio attraverso questo libro è dunque iniziato. Ti accompagnerà affinché tu possa aprire un varco nella tua coscienza. Entrare in contatto con le sue Intenzioni farà bingo dentro di te e cercherai di incarnarle immancabilmente prima di parlare o agire. Potrai verificare con la tua stessa vita che i miracoli esistono!
Il punto non è “Cosa mi succederà ma cosa scelgo di farmi succedere”. Il pensiero magico non è che la mente costantemente orientata verso ciò che desideriamo attirare, mentre il pensiero convenzionale è la mente che non intenta nulla perché crede di non avere alcun potere sul mondo. Se la nostra coscienza è orientata in modalità magica, essa non concede tempo, attenzione ed energia a ciò che è supposto essere, ma soltanto a ciò che si prefigge di raggiungere.
Questa è la “magia” verso cui ti ispireranno queste pagine di Armando.

ISBN‎ 978-8832216035 – 250 pagine

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Armando Zoff (Jivan Sahi)

Armando Zoff nasce a Cesenatico nel 1962.
A vent’anni fugge dal suo borgo natio e vive appassionanti esperienze attorno al mondo. I lunghi periodi vissuti a Parigi, in Thailandia e tanti altri luoghi sono il grande serbatoio a cui attinge nella sua attività di scrittore: anni in cui la sua vita si è fusa con una marea di individui e situazioni, formando un capitale esperienziale unico.
Appassionato di misticismo, spiritualità, psicologia del profondo, ha partecipato a decine di corsi di formazione e seminari in tali ambiti, e per sei intensissimi anni è stato allievo di una eccezionale insegnante di psico-spiritualità. Questo grande corpo di sapienze ricevute, fuso con gli incontri di migliaia di persone e le loro confessioni più profonde, lo hanno portato ad inglobare nella sua coscienza le infinite modalità di funzionamento della mente umana e i tanti modi con cui possiamo superare noi stessi e i nostri limiti.
Oggi Armando è uno scrittore che dona la sua anima e la sua carne al mondo. Le sue opere sono memoir esistenziali intrisi di erotismo, misticismo, spiritualità e psicologia del profondo, ma contengono anche riflessioni sociologiche e politiche, perché la trasformazione interiore e la ribellione nei confronti della società dei bisogni indotti, passano attraverso tante vie, di cui nessuna esclude l’altra. Opere autobiografie senza veli che scardinano il senso comune di percepire le cose e mirano alla meta più grande dell’essere umano: la libertà di essere sé stessi.
Ha fondato e conduce la casa editrice Alto Voltaggio. E’ un facilitatore esperto nella relazione d’aiuto e nei percorsi di consapevolezza, e svolge consulenze individuali e di gruppo, sia di persona che online.

Leggi un estratto del libro “Tutto inizia adesso”

Dal capitolo: Amare fa cagare sotto

Se ci vedessimo perfetti e legittimi così come siamo, non ci passerebbe neppure per l’anticamera del cervello di adottare un qualsivoglia stile di seduzione, perché vivremmo in uno stato di appagamento derivante da un saldo autoriferimento, quindi saremmo ben distanti dall’ipotesi di voler accalappiare qualcuno a tutti i costi e inseguire così il mito dell’amore romantico, uno dei più insidiosi condizionamenti che intossica e contrae la coscienza facendoci sentire mendicanti invece che imperatori. Potrebbe sembrare il contrario, ma ho una visione molto semplice dell’esistenza; se è destino che una persona incontrata entri prepotentemente nella mia vita con un ruolo primario, accadrà senza forzature. Non vedo alcuna valida ragione, in campo sentimentale, per dover perseguire uno stile di seduzione o tattiche come il “pretending to be” (agire come se) la quale presuppone di provare a calarci in ruoli che non abbiamo mai agito col fine di verificare che succede. Sì certo, poiché amo giocare con l’esistenza potrei recitare parti sconosciute per divertimento e curiosità, certo di scoprire qualcosa in più su di me; sicuramente questo approccio mi impedirebbe di essere troppo precipitoso e offrirebbe un respiro più ampio ai primi contatti con uno sconosciuto, ma poi comunque la mia vera natura salterebbe fuori e il potenziale partner vedrebbe in ogni caso di che pasta son fatto. E allora tanto vale essere subito sé stessi senza tanti panegirici, consci che non possiamo piacere a tutti. Cosa ci cela dietro il desiderio di voler stare assieme a qualcuno a tutti i costi, anche se notiamo che la relazione è tossica sotto tanti punti di vista? Innanzitutto una scarsa autostima e poi una drastica mancanza di fiducia nell’Universo e la sua infinita abbondanza. A ciò vanno aggiunte la difficoltà a stare bene anche da soli e la paura che ciò che si sta vivendo sia l’ultima occasione da tenersi ben stretta, perché poiché “io non valgo” la vita non mi presenterà altre occasioni. Oh sì certo, possiamo imparare tantissimo anche da relazioni laceranti, sappiamo bene che la sofferenza è una grande maestra, ma dopo tante escursioni fra vette sublimi e abissi tenebrosi, ora vorrei evolvermi anche attraverso la gioia, senza continuare a pescare nel torbido. Come mai tante persone si ostinano a frequentare qualcuno anche se la relazione si mostra subito difficile, pesante e senza divertimento? Perché se ho avuto un padre o una madre disapprovanti, che hanno attivato in me la ferita del rifiuto, ad esempio, con tutta probabilità continuerò a scegliere partner che rispecchiano quello schema disfunzionale! Se però riuscissi a superare quel trauma ed amarmi in tutti i miei aspetti, il partner come per magia cesserebbe ogni ostilità.

Dal capitolo: Ventisei

La storia d’amore più importante della nostra vita è quella che abbiamo con noi stessi, perché da essa discende tutto il resto…Saremo liberi quando ciò che pensano gli altri di noi non sarà più affar nostro, quando il desiderio di apparire rispettabili e normali agli occhi degli altri sarà diventato un pallido ricordo…La vita è il dono più prezioso, renderla una festa e realizzare i nostri sogni dovrebbe diventare lo scopo supremo…Un bel giorno, tutti dovremo fare i conti con ciò che credevamo di essere e quel che invece siamo, ma anche con ciò che saremmo voluti diventare e ancora non siamo. Ma non è mai troppo tardi, mai, il sole sta sempre sorgendo per chi lo sta cercando!

Dal capitolo: Centodiciotto

1-Ma con lui/lei mi ci diverto?
2-Mi riesce facile?
3-Mi dà nutrimento?
Sono questi i tre pragmatici e fondamentali quesiti che ci dovremmo porre per valutare la qualità delle relazioni che stiamo coltivando. Continuare a stare dove tutto è difficile, pesante e privo di divertimento, sembra una ricerca inconscia della punizione, una forma di espiazione dovuta alla sensazione di non valere nulla e non meritarsi la felicità. Questa mancanza di autostima è spesso congiunta a una folle paura di rimanere soli e ricominciare daccapo, e ci spinge a credere che, poiché non valiamo nulla, tanto vale tenerci l’attuale partner.

Dal capitolo: Quattrocentoventisette

Dice Alejandro Jodorowsky: “Resta con chi continua a cercarti anche se ti ha già trovato”.
Concordo e aggiungo: Cerca chi ti cerca. Non cercare la compagnia di chi non cerca mai la tua compagnia. Nelle relazioni servono equilibrio e reciprocità, sennò è un soliloquio e una continua perdita di potere personale. Non si dovrebbe mai elemosinare l’attenzione degli altri. Se per l’altro siamo l’ultima delle priorità, accettiamolo e spostiamoci altrove, cerchiamo di diventare i migliori amici di noi stessi e impariamo a godere del nostro cielo interiore. La relazione è una danza che dovrebbe muoversi solo nella reciprocità, ecco perché ritengo salutare abbandonare i rapporti a senso unico, possibilmente senza alcun risentimento o desiderio di vendetta. Chi non ti cerca è perché ha di meglio da fare e non è davvero interessato a trascorrere del tempo con te. L’affetto più alto non può farti resistere dal desiderio di stare accanto a chi ami.

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