SINOSSI "IL GRANCHIO E LA FARFALLA"

Un’insegnante di italiano, Chiara, si trasferisce nel 2003 nelle vicinanze di Boston, per lavorare al Wellesley College. Ospite di un avvocato spregiudicato, entra in confidenza con suo nipote, un ragazzino minato da una storia familiare di abbandono.

Al centro del romanzo, la risoluzione di un mistero legato a due laghi, la sparizione di un bambino e la morte di una donna, i quali si intrecciano con la vicenda personale dell’assistente dell’avvocato, il giovane Eric. Di lui la protagonista Chiara si innamora, attratta ed insieme impaurita dalle ombre del suo passato. Per dipanare le matasse di prove e sospetti, centrali si rivelano gli indizi forniti da miti, letteratura e leggende connessi ai laghi, decodificati da un gruppo di studentesse universitarie del Wellesley College.

La biblioteca assurge così a labirinto conoscitivo e rivelazione della magia connaturata alla realtà, in cui gli emblemi e gli archetipi diventano la pista d’indagine più affidabile, mentre il profumo dei boschi e di un crescente mistero si imprime vibrante nella densa leggerezza delle pagine.

PREFAZIONE DI ALESSANDRA GOBBI

In un mondo fatto di maschere, che le persone indossano per aderire ad un codice decretato come rispettabile ed opportuno, arriva la penna dissacrante di Armando: uno squarcio, la potenza del gesto che strappa un velo.

Icastico e caustico l’autore de “La nudità dell’anima”: icastico, in quanto rappresenta scomode realtà attraverso immagini vivide; al contempo caustico, perché fa terra bruciata degli alibi della mente, denunciando ogni forma di ipocrisia.

Eppure ciò che resta non è affatto una lacerazione ma una scoperta, che sa di flusso, di verità in movimento, di rinegoziazione di significati. Il coraggio di denudarsi in questo libro riguarda l’introspezione così come le relazioni, ma anche la fondamentale dinamica tra sé e il mondo, reale e virtuale, che conferisce alla stessa percezione nuovi codici e agli scambi tra individui meccanismi talvolta alienanti.

Scevra da giudizi univoci e trancianti, la scrittura di Armando ci porta ad un fondamentale atto di umiltà di fronte all’esistenza, in senso etimologico: scendere fino alla nuda terra, all’humus su cui facciamo germogliare le nostre credenze e in cui radichiamo le nostre vite. Umiltà diventa quindi consapevolezza delle radici da cui cresce il nostro albero, per non perdere il contatto con l’importanza di scegliere su quale terreno stare.

Ecco che allora diventa essenziale la comunicazione: la fiducia che riponiamo nel dialogo, base per fiorenti relazioni ma anche veicolo di continui fraintendimenti, se la vigilanza interiore non accompagna e indirizza ogni incontro.

Questo libro parla delle cadute di una coscienza critica che spesso è inebetita dai mass media, come anche delle vette che può raggiungere chi si staglia coraggiosamente contro la maggioranza per cercare un contatto vero con sé e con gli altri. L’onestà di questa disamina, svolta attraverso il racconto intrigante e sempre coinvolgente di esperienze di vita reale, di incontri con i vari tipi di maestri che incontriamo – individui assopiti o risvegliati, ma pur sempre funzionali al percorso – consiste nel constatare come le istanze istintive e distruttive possano convivere con zone di luce.

Nulla di ciò che è umano sembra essere estraneo alle scene che si aprono al nostro sguardo come scorte dalla platea di un teatro, il cui sipario è solo il nostro filtro percettivo.

Diceva Cesare Pavese: «Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi». L’autore sembra intercettare proprio queste profonde vibrazioni, per attivare risposte inedite.

Il sottotitolo dell’opera, “A teatro di sé stessi”, invita ad intraprendere questa avventura da spettatori della nostra esistenza, ascoltatori attenti delle voci e delle dinamiche che la popolano, per diventarne consapevoli attori. Solo dopo aver osservato e smascherato i meccanismi automatici potenzialmente distruttivi o alienanti della Vita – sembra suggerirci Armando Zoff – potremo ritornare ad esserne i veri protagonisti.

Vi lascio alla lettura di questo libro con la certezza che, lungi dal fornirvi tutte le risposte, queste pagine susciteranno in Voi argute domande, stimolando a trovare il coraggio di rispondere – o di tentare di farlo – con la Vostra voce.

 

 

🔥 SUPER OFFERTA! 🔥

Acquista insieme in edizione cartacea “Il Granchio e la Farfalla” e il nuovo libro di Armando Zoff, “La Nudità dell’Anima”, di cui Alessandra Gobbi ha scritto la prefazione (qui sotto allegata).

€ 29,00
comprese le spese di spedizione con raccomandata.

Novità: “Il Granchio e la Farfalla” anche in versione E-book ( Formato EPUB)

SINOSSI "IL GRANCHIO E LA FARFALLA"

Un’insegnante di italiano, Chiara, si trasferisce nel 2003 nelle vicinanze di Boston, per lavorare al Wellesley College. Ospite di un avvocato spregiudicato, entra in confidenza con suo nipote, un ragazzino minato da una storia familiare di abbandono.

Al centro del romanzo, la risoluzione di un mistero legato a due laghi, la sparizione di un bambino e la morte di una donna, i quali si intrecciano con la vicenda personale dell’assistente dell’avvocato, il giovane Eric. Di lui la protagonista Chiara si innamora, attratta ed insieme impaurita dalle ombre del suo passato. Per dipanare le matasse di prove e sospetti, centrali si rivelano gli indizi forniti da miti, letteratura e leggende connessi ai laghi, decodificati da un gruppo di studentesse universitarie del Wellesley College.

La biblioteca assurge così a labirinto conoscitivo e rivelazione della magia connaturata alla realtà, in cui gli emblemi e gli archetipi diventano la pista d’indagine più affidabile, mentre il profumo dei boschi e di un crescente mistero si imprime vibrante nella densa leggerezza delle pagine.

La nuova opera di Alessandra Gobbi, in edizione cartacea,
a € 19,00 (comprese le spese di spedizione con raccomandata tracciabile, che restano invariate fino all’acquisto di sei copie dello stesso libro).

SINOSSI "IL GRANCHIO E LA FARFALLA"

Un’insegnante di italiano, Chiara, si trasferisce nel 2003 nelle vicinanze di Boston, per lavorare al Wellesley College. Ospite di un avvocato spregiudicato, entra in confidenza con suo nipote, un ragazzino minato da una storia familiare di abbandono.

Al centro del romanzo, la risoluzione di un mistero legato a due laghi, la sparizione di un bambino e la morte di una donna, i quali si intrecciano con la vicenda personale dell’assistente dell’avvocato, il giovane Eric. Di lui la protagonista Chiara si innamora, attratta ed insieme impaurita dalle ombre del suo passato. Per dipanare le matasse di prove e sospetti, centrali si rivelano gli indizi forniti da miti, letteratura e leggende connessi ai laghi, decodificati da un gruppo di studentesse universitarie del Wellesley College.

La biblioteca assurge così a labirinto conoscitivo e rivelazione della magia connaturata alla realtà, in cui gli emblemi e gli archetipi diventano la pista d’indagine più affidabile, mentre il profumo dei boschi e di un crescente mistero si imprime vibrante nella densa leggerezza delle pagine.