TIZIANO CERULLI

BIOGRAFIA

Tiziano Cerulli nasce a Torino e all’età di cinque anni si trasferisce in Sardegna, dove attualmente vive, formandosi negli ambiti dell’arte grafico-pittorica e del teatro. Fin dall’adolescenza si interessa di arte, psicologia del profondo e spiritualità. Dopo aver lavorato per alcune compagnie teatrali lascia il lavoro dell’attore e dedica il suo tempo alla ricerca interiore e allo sviluppo della consapevolezza attraverso la pratica dello yoga e della meditazione. Si laurea in Psicologia e, dopo aver conseguito un master in teatroterapia, lavora come docente per una scuola di formazione in Arti terapie e in varie scuole di ordine e grado come educatore teatrale. Si è specializzato nella Scuola di counselling immaginale con Selene Calloni Williams. Oggi svolge la libera professione come psicologo utilizzando la meditazione, il teatro, la lettura e la scrittura, come strumenti integrati al counseling individuale e di gruppo.

CONTATTI
PREFAZIONE DI ARMANDO ZOFF JIVAN SAHI

Mi disse un giorno Tiziano: “Nell’immaginario collettivo la figura dello psicologo è ancora vista con diffidenza e paura, impregnata di pregiudizi che spesso sono alimentati dagli stessi operatori del settore, a mio avviso troppo trincerati dietro i loro titoli accademici e poco inclini ad abbracciare nuove interpretazioni che si discostino dai canoni classici”. Concordo e credo che questo libro e la mia decisione di pubblicarlo coincidano con una concreta possibilità: contribuire a sfatare questo infausto mito, permettendo al lettore di avvicinarsi alla vita intima di uno “strizzacervelli” che dona i propri abissi e le proprie vette come regalo al mondo e spinta all’evoluzione della coscienza individuale e collettiva. In fondo è la stessa operazione che ho agito in tutte le mie opere, ed è la motivazione che ha spinto il cuore mio e di Tiziano a tale atto di vulnerabilità; non a caso fra me e lui è subito nata una profonda amicizia che è diventata fulgida collaborazione.
Uno psicologo è prima di tutto un essere umano e come tale non può esimersi dall’aver attraversato, lui per primo, quella che il poeta John Keats definisce “La Valle del Fare anima”. Oh sì certo, occorre esser già scesi nei recessi più profondi di sé stessi per potersi avvicinare con saggezza alle sconosciute immensità del mondo interiore di un altro; in particolare mi sto riferendo all’ombra del cliente, il quale si rivolge a uno psicologo sperando di trovare un aiuto concreto alla propria sofferenza, aiuto che potrà essergli offerto dal terapeuta attraverso interpretazioni e strategie psicologiche che con grazia lo sospingano ad allontanarsi dalla sua zona di comfort e a riconsiderare in modo del tutto inedito e potenziante il proprio rapporto con sé stesso, gli altri e l’universo mondo.

Trovo “Confessioni di uno Psicologo” una riuscita operazione di distanziamento dalla parte egoica della nostra mente, e ora cercherò di spiegare perché. Oggi si fa un gran parlare di “Ego” e tante sono le possibili interpretazioni in merito; io lo considero principalmente due cose: 1) la parte di noi che vuole avere ragione e difende con virulenza il proprio punto di vista, cercando di far sentire l’altro sbagliato e generando un meccanismo che porta al conflitto nei rapporti interpersonali e, su vasta scala, alle guerre fra etnie e nazioni di cui la terra è disseminata; 2) quella parte della mente sempre intenta a chiedersi cosa penseranno gli altri se diciamo o facciamo una certa cosa, il borghesuccio dentro di noi che ha paura di perdere la propria rispettabilità agli occhi del mondo.

L’ego, una volta visto e sanato nelle sue parti più reattive e automatiche, conduce la persona a vivere in modo più autentico, quasi dimentica della propria reputazione e pronta a confessarsi sul palcoscenico del mondo.
Nel testo è spesso citata la figura dell’immenso James Hillman, genio ribelle nonché fondatore della psicologia archetipica, il quale assunse spesso posizioni eretiche rispetto ai colleghi e si scagliò contro l’accanimento dei terapeuti convenzionali, così rivolto alla ricerca del “sintomo”; sulla scia di Jung, anch’egli suggerì la possibilità di scorgere in esso il linguaggio attraverso cui gli Dei ci parlano nella realtà contemporanea, oramai dimentica dei miti, nonché una diversificata struggente bellezza che chiede di essere guardata con “Amore e Sacro Mistero”.

In qualità di artista e professionista della salute mentale, Tiziano Cerulli riflette sulle proprie esperienze personali e professionali, passando dalle relazioni affettive ai disastri della comunicazione sui social, dalle derive della “New Age” ad acute riflessioni sul mondo “psicospirituale” contemporaneo, accompagnando chi lo sta leggendo in un cammino di ricerca interiore e invitandolo a entrare insieme a lui nel “confessionale” dell’anima. Per effetto osmotico il lettore potrà quindi inglobare nella propria coscienza le esperienze dell’autore, i suoi nodi nevralgici e le sue vette di consapevolezza.

La nostra “ombra”, così come Jung la definì, ci implora affinché noi la abbracciamo e includiamo nella totalità di noi stessi; in fondo siamo sempre noi, nelle parti non riconosciute che finiamo per proiettare sugli altri, ma se decidiamo di interrompere la nostra guerra intestina e iniziamo passo dopo passo ad amarci in tutti i nostri aspetti decidendo al contempo di trasformare le nostre zone disfunzionali, pian piano il nostro lato oscuro diventerà un prezioso alleato e ci aiuterà a plasmare con cognizione di causa il nostro destino.

SINOSSI

Nell’immaginario collettivo la figura dello psicologo è ancora vista con diffidenza e paura. Quest’opera aiuta a sfatare tale mito accogliendoci nell’intimità di uno di essi, nelle sue gioie, turbamenti e sofferenze.

Uno psicologo è prima di tutto un essere umano e come tale non può esimersi dall’aver attraversato, lui per primo, quella che il poeta John Keats definisce “La Valle del Fare anima”.

In qualità di artista e professionista della salute mentale, l’autore riflette sulle proprie esperienze personali e professionali, passando dalle relazioni affettive ai disastri della comunicazione sui social network, dalle derive della New Age ad acute riflessioni sul mondo psicospirituale contemporaneo, accompagnando il lettore in un cammino di ricerca interiore e invitandolo a entrare insieme a lui nel “confessionale” dell’anima.